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allumina fusa marrone come materiale refrattario

Cos’è l’allumina fusa marrone?

L’allumina fusa marrone è un grano artificiale abrasivo e refrattario prodotto in un forno ad arco elettrico a temperature superiori a 2000 °C. La materia prima principale è la bauxite (un minerale di alluminio), che viene fusa con piccole quantità di coke e rottami di ferro. Questo processo crea un materiale cristallino molto duro, denso e chimicamente stabile, composto principalmente da  alfa-allumina (Al₂O₃) , in genere in una percentuale compresa tra  il 94% e il 97% , mentre la parte restante è costituita principalmente da ossidi di titanio e silice, che formano una forte struttura cristallina interconnessa.

ALLUMINA FUSA MARRONE DIMENSIONI DIVISEAL 2 O 3

MINIMO

SIO 2

MASSIMO

TIO 2

MASSIMO

Fe2O3

MASSIMO

0-50 mm94,50%0,80%2,23%0,35%
0-1 mm95,50%0,70%2,23%0,25%
1-3 mm95,75%0,66%2,18%0,23%
3-5 mm95,90%0,60%2,15%0,21%
5-8 mm96,00%0,50%2,10%0,18%

Proprietà chiave che lo rendono un eccellente materiale refrattario

L’efficacia del BFA deriva da una potente combinazione di proprietà fisiche e chimiche:

  1. Elevata purezza e inerzia chimica:  il suo elevato contenuto di Al₂O₃ lo rende altamente resistente all’attacco di acidi, scorie e metalli fusi. È stabile sia in atmosfere ossidanti che riducenti.

  2. Durezza eccezionale (Mohs 9):  seconda solo al diamante e al carburo di silicio, questa durezza si traduce in una  resistenza superiore all’abrasione e all’erosione . Questo è fondamentale nelle applicazioni in cui i rivestimenti refrattari sono soggetti a usura meccanica dovuta a cariche solide, flussi di gas o agitazione.

  3. Punto di fusione elevato (~2050°C):  rimane solido e strutturalmente integro anche alle temperature estreme che si riscontrano nei forni industriali.

  4. Elevata resistenza meccanica:  i grani BFA hanno un’elevata resistenza alla frantumazione a freddo e mantengono la loro resistenza anche a temperature elevate, garantendo integrità strutturale al rivestimento refrattario.

  5. Eccellente stabilità di volume e bassa dilatazione termica:  ha un coefficiente di dilatazione termica relativamente basso, il che significa che si espande e si contrae meno con le variazioni di temperatura. Ciò riduce lo stress termico e il rischio di scheggiature (crepe e distacchi).

  6. Buona conduttività termica:  questa proprietà consente un efficiente trasferimento di calore attraverso il rivestimento, il che è vantaggioso in alcuni tipi di forni, come i forni a coke o gli scambiatori di calore.

  7. Morfologia controllata dei grani:  il BFA può essere frantumato e setacciato in base a specifiche distribuzioni granulometriche. La sua forma granulare squadrata ed equiassiale (piuttosto che allungata o scheggiata) consente un’elevata densità di compattazione, fondamentale per creare forme refrattarie resistenti e dense con bassa porosità.


Come viene utilizzato nei materiali refrattari?

Il BFA viene raramente utilizzato da solo come mattone monolitico. Piuttosto, funge da componente aggregato essenziale in varie formulazioni refrattarie:

  • Come aggregato:  costituisce la struttura scheletrica e portante del prodotto refrattario. I grani sono legati tra loro da polveri più fini e da una fase matrice.

  • Nei mattoni/modelli refrattari:  è l’ingrediente principale dei mattoni e dei modelli ad alto contenuto di allumina utilizzati in posizioni estremamente impegnative all’interno di un forno (ad esempio, linee di scorie, fori di colata, blocchi bruciatori).

  • Nei refrattari monolitici:  è un aggregato fondamentale nei materiali da colata, nelle miscele di compattazione e nelle miscele da spruzzo che vengono versate o applicate pneumaticamente per formare i rivestimenti.

  • Come riempitivo:  i gradi fini di BFA vengono utilizzati per riempire i vuoti tra aggregati più grandi, migliorandone la densità e la resistenza.


Applicazioni refrattarie comuni

I refrattari a base di BFA si trovano negli ambienti più caldi e aggressivi dell’industria pesante:

  • Industria siderurgica:

    • Rivestimenti delle siviere:  in particolare nella linea delle scorie, dove la resistenza alle scorie di acciaio corrosive è fondamentale.

    • Rivestimenti della paniera:  per colata continua.

    • Sistemi di canalizzazione e blocchi di colata:  per convogliare l’acciaio fuso.

    • Rivestimenti degli altiforni:  in alcune aree.

  • Forni per cemento e calce:  come rivestimenti resistenti all’usura nella zona di combustione e in altre aree soggette a elevata usura.

  • Lavorazione dei metalli non ferrosi:  nei forni per rame, zinco e alluminio, grazie alla resistenza alla penetrazione del metallo fuso.

  • Inceneritori e impianti di termovalorizzazione dei rifiuti:  dove è richiesta la resistenza ai gas di combustione corrosivi e alle scorie alcaline.

  • Forni per la fusione del vetro:  utilizzati nei controllori di rigenerazione e in altre aree non a diretto contatto con la fusione del vetro.

  • Industria petrolchimica:  nei reformer e nei crackers dove sono presenti alte temperature e pressioni.

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